BLOG - Credi ancora che sia possibile sentirsi Soddisfatti e Motivati dal proprio lavoro?

Valentina Gioia - Coaching & motivazione

In questo periodo è sempre più raro incontrare qualcuno che manifesti soddisfazione e sia motivato dal proprio lavoro.

Da quando abbiamo costruito l’ E.C.G. (Engage, Create, Grow), ovvero il questionario, molto semplice ma efficace che “misurare” il grado di engagement in azienda e la sua correlazione con la performance economica, ho potuto confrontarmi con diverse Persone (Imprenditori, Dirigenti e Collaboratori) che a questa domanda hanno risposto con eloquenti sguardi ed espressioni facciali alquanto significative.

Sembra quasi che sia una “chimera”……..poter lavorare con passione, energia e soddisfazione, quando mi capita di sentir parlare qualcuno che manifesta questo “sentire”, c’è sempre qualcun altro che risponde con la solita frase…”Beato Te!”.

Beati…coloro che sono convinti che molto dipende dalla chiarezza dell’obiettivo, dalla determinazione, dalla capacità di mantenere il focus sulla “visione” desiderata e dall’atteggiamento con cui si decide di fare o non fare qualcosa.

Patrik Lencioni, nel suo libro “I tre segni di un lavoro infame” ci dà una visione molto chiara e sintetica di ciò che “non dobbiamo fare” se vogliamo avere soddisfazione e motivazione nel lavoro.

 

Ecco qui…

Anonimato: le persone non possono essere soddisfatte nel loro lavoro se non sono notate.

Le persone che si vedono come invisibili, generiche o anonime non possono amare il loro lavoro, non importa ciò che stanno facendo.

Irrilevanza: tutti hanno bisogno di sapere che il loro lavoro conta per qualcuno.

Senza vedere una connessione tra il proprio lavoro e la soddisfazione di un´altra persona (o gruppo), un Collaboratore non troverà un appagamento duraturo.

Non misurabilità: i Collaboratori devono poter misurare i loro progressi ed il livello del loro contributo.

Non possono essere soddisfatti se il loro successo dipende da opinioni/capricci di un´altra persona, non importa quanto benevola. Senza un sistema di valutazione del successo o fallimento, la motivazione alla fine si deteriora.

 

 

Adesso non possiamo dire di non sapere….ora dobbiamo solo fare, chiaramente il contrario di quello che ci dice Lencioni.

Buon lavoro... ed intanto ti lascio con un video da cui trarre un pò di ispirazione! Valentina

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